La Storia
E’ fondamentale dedicare almeno una parte della propria vacanza cercando di scoprire la storia di Formentera. Colonizzata in passato dai Fenici, dai Romani e dai Bizantini quest’isola ha tuttora le tracce di questi splendidi popoli. Visitando i monumenti e resti archeologici si potrà capire e apprezzare ancora meglio le culture e le impronte che questi popoli hanno lasciato sull’isola. Ca na Costa Sebbene l'epoca preistorica delle isole Pitiusas presenti molte zone d'ombra Il sepolcro megalitico più grandioso delle Isole Baleari, sorge sulla piccola isola di Formentera. Si tratta del monumento di Ca na Costa, munito di dolmen in pietra di grandi proporzioni, la cui disposizione geometrica dei vari elementi è davvero stupefacente. Il monumento funebre collettivo di Ca na Costa, le cui origini risalgono agli inizi dell'età del Bronzo, fu probabilmente costruito tra l'anno 2000 e 1600 a.C. Questo reperto archeologico, che fu scoperto solo nel 1974, ha apportato un notevole contribuito alla storia di Formentera poiché, fino ad allora si pensava che i più antichi colonizzatori risalissero tutt'al più all'epoca punica. Gli scavi hanno consentito di riportare alla luce i resti di varie persone oltre a reperti in ceramica e litici. Questo monumento dà testimonianza della presenza dell'uomo e dei relativi contatti culturali con la Penisola Iberica. Tuttavia, l'assenza, di questo tipo di costruzioni megalitiche sull'isola di Ibiza, induce a pensare che, forse, a quel tempo, Formentera contasse una popolazione più numerosa, ipotesi difficilmente comprensibile se si tiene conto del fatto che Ibiza vanta una superficie ben più vasta. Sa Cala Posta sull’altopiano della Mola, Sa Cala è una zona ad alto valore archeologico formata da nove siti sparsi sui terreni circostanti e noti con il nome di Can Ferrer. Il primo sito di questo gruppo venne portato alla luce negli anni Sessanta dal naturista Frank Jackson: si tratta della muraglia di fortificazione di Sa Cala, facente parte di una costruzione difensiva. Gli altri otto siti vanno sotto il toponimo Sa Cala e sono numerati secondo l’ordine del loro rinvenimento. La muraglia di Sa Cala Formentera, è ad un’altezza di 121 m e lunga tuttora 37 m, fu eretta in due file di blocchi di pietra di grosse proporzioni, dal tracciato rettilineo e parallelo al litorale. In questa furono state ricavate due porte di accesso alla fortificazione. Fu adibita indubbiamente a scopi difensivi dato che dalla sua collocazione si è in grado di controllare, visivamente, quasi tutta la zona de La Mola, il litorale sudorientale di Ibiza, i ‘freus’ (isolotti) di entrambe le isole e i litorali orientali di Formentera. È altresì l’unico accesso alle varie grotte della scogliera nonché l’unico modo per scendere al mare o risalirne. Sebbene Sa Cala sia stata classificata come sito archeologico preistorico, se ne fece uso anche in altri periodi come testimoniano, tra l’altro, i reperti in ceramica delle epoche punica e romana e le costruzioni medievali islamiche e del periodo arabo dell’Al-Andalus. Torre de la Gavina La torre della Gavina è datata 1763 e appartiene ad un insieme di torri di difesa costruite strategicamente lungo la costa delle isole delle Pitiusas (Ibiza e Formentera) durante i secoli XVI e XVIII. Queste torri servivano per controllare la costa e per avvisare della presenza di navi ostili. Il tutto si faceva con segnali di fumo di giorno e con il fuoco di la notte. Più in là alcune torri erano dotate di artiglieria per una prima difesa del territorio. Le torri di Formentera tentarono di garantire la sicurezza del ripopolamento iniziato nel secolo XVII, dopo che l’isola aveva perso quasi tutta la sua popolazione permanente a causa degli attacchi dei pirati. La costruzione di forma troncoconica ha due piani più la piattaforma superiore e misura in altezza 8,74 m. Tra aprile del 2007 e giugno del 2008 è stata restaurata integralmente mantenendo, nella misura del possibile, gli elementi originali e adoperando la tecnica e i materiali tradizionali che sono stati usati per costruirla. Dalla torre si ha un magnifico panorama dell’isolotto del Vedrà e dell’isola di Ibiza. Castellum Romano Nei pressi di Es Caló des Mort, a Ses Clotades, si trovano i resti di un accampamento romano consistente in cinque torri che fiancheggiano un’ubicazione quadrangolare. Es Caló des Mort è uno dei luoghi più impressionanti del litorale meridionale dell’isola. Si tratta di una piccola spiaggia, quasi vergine, dalle acque cristalline che, in caso di maltempo, funge da riparo dal mare. I Romani conoscevano l’utilità di questo rifugio vicinissimo a Ses Clotades e alle rovine di Can Blai. Le rovine del Castellum Romano di Can Blai, noto anche con il nome di Can Pins, sono la testimonianza più importante del passaggio dei Romani sull’isola nel III sec. d.C. Il ritrovamento è sulla più precisamente al km 10 della strada da La Savina al Pilar. Tale spazio, restaurato di recente, ha forma quadrangolare e conta cinque torri di vedetta, una ad ogni angolo, orientate secondo i punti cardinali mentre la quinta ne protegge la porta di accesso. In epoca romana, Formentera fungeva da frontiera tra Ibiza e le terre d’oltremare. A tale proposto Can Blai, era in una posizione strategica, a circa 10 m sul livello del mare, grazie alla visuale sull’area marittima che si stende su entrambi i lati, era di grande aiuto nella difesa di Ibiza. 
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